I 200 Fattori dell' Algoritmo di Google #3

Fattori di penalizzazione e indici di spam di Google: Cosa evitare per un posizionamento di successo

by Janeth Kent Date: 07-07-2023 google ranking seo sem

Come abbiamo gia visto, l'algoritmo di Google si basa su una combinazione di fattori che prendono in considerazione la rilevanza, l'autorità e l'esperienza dell'utente. Per quanto riguarda l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, Google ha integrato l'IA in diversi aspetti del suo algoritmo di ricerca. Ad esempio, con l'introduzione di RankBrain, un sistema di intelligenza artificiale basato su machine learning, Google è in grado di comprendere e interpretare in modo più accurato le query di ricerca degli utenti. L'IA aiuta anche Google a migliorare la comprensione semantica del contenuto e a individuare pratiche di spam o manipolazioni dei risultati di ricerca.

L'intelligenza artificiale (IA) ha un impatto significativo sulla SEO in diversi modi. Ecco alcune delle principali influenze dell'IA sulla SEO:

1. Comprendere meglio l'intento di ricerca dell'utente: L'IA, in particolare i modelli di apprendimento automatico come RankBrain di Google, aiuta a comprendere l'intento di ricerca degli utenti. Ciò consente ai motori di ricerca di fornire risultati più pertinenti e rilevanti per soddisfare le esigenze degli utenti, anche quando le query di ricerca sono ambigue o poco chiare.

2. Personalizzazione dei risultati di ricerca: L'IA consente ai motori di ricerca di personalizzare i risultati di ricerca in base alle preferenze e al comportamento dell'utente. Ciò significa che due persone che effettuano la stessa ricerca potrebbero ottenere risultati diversi in base al loro storico di ricerca, localizzazione geografica e altre informazioni personali. Gli specialisti SEO devono tenere conto di questa personalizzazione quando ottimizzano i siti web per le SERP.

3. Rilevamento delle intenzioni di ricerca: L'IA può aiutare i motori di ricerca a identificare l'intenzione di ricerca dell'utente, come la ricerca informativa, la ricerca transazionale o la ricerca navigazionale. Questo influisce sulla SEO poiché i siti web devono fornire contenuti pertinenti che rispondano alle diverse intenzioni di ricerca degli utenti.

4. Valutazione della qualità del contenuto: L'IA può essere utilizzata per valutare la qualità del contenuto di un sito web. I motori di ricerca possono utilizzare algoritmi di apprendimento automatico per identificare contenuti duplicati, spam, siti di bassa qualità o manipolazioni dei risultati di ricerca. Pertanto, è essenziale creare contenuti unici, rilevanti e di alta qualità per migliorare la SEO.

5. Ricerca vocale: Con l'aumento dell'uso degli assistenti vocali, l'IA sta influenzando anche la SEO nella ricerca vocale. Le ricerche vocali tendono ad essere più conversazionali e a includere domande complete. Gli specialisti SEO devono ottimizzare i contenuti in modo da rispondere alle domande degli utenti in modo chiaro e diretto.

In sintesi, l'intelligenza artificiale sta rendendo i motori di ricerca più intelligenti nel comprendere l'intento degli utenti e offrire risultati di ricerca più pertinenti. Gli specialisti SEO devono adattarsi a queste evoluzioni e creare contenuti di qualità che soddisfino le intenzioni di ricerca degli utenti, sia che si tratti di testo scritto o di ricerca vocale.

Continuamo ora con la nostra esplorazione dei fantomatici 200 fattori che influiscono l'algoritmo di Google, parlando di marca e spam on-site e offsite.

 
  1. Fattori legati al Domini (Domain Factors): Questi fattori riguardano il dominio stesso, come l'età del dominio, la presenza di parole chiave nel nome di dominio e la sua storia.
  2. Fattori a livello di Pagina (Page-Level Factors): Questi fattori si riferiscono alle caratteristiche specifiche di una singola pagina, come il contenuto di alta qualità, la struttura del codice, l'ottimizzazione delle parole chiave e l'uso corretto delle etichette di titolo e dei meta tag.
  3. Fattori a livello di Sito (Site-Level Factors): Questi fattori riguardano l'intero sito web e includono l'autorità del dominio, la qualità complessiva del sito, la velocità di caricamento delle pagine e l'architettura del sito.
  4. Fattori di Backlink (Backlink Factors): Questi fattori riguardano i collegamenti esterni che puntano al sito web. La qualità, la quantità e la diversità dei backlink influenzano il posizionamento.
  5. Interazione degli Utenti (User Interaction): Questi fattori riflettono l'interazione degli utenti con il sito, come il tempo di permanenza, il tasso di rimbalzo e l'interazione sui social media.
  6. Regole speciali dell'algoritmo di Google (Special Google Algorithm Rules): Questi fattori riguardano le regole specifiche stabilite da Google per determinati tipi di contenuti, come notizie, immagini, video e località.
  7. Segnali del brand (Brand Signals): Questi fattori riflettono l'autorevolezza e la reputazione del marchio, come la visibilità offline, le menzioni sui media e la rilevanza del brand nelle ricerche degli utenti.
  8. Fattori di webspam on-site (On-Site Webspam Factors): Questi fattori riguardano le pratiche di ottimizzazione del sito che potrebbero essere considerate spam da parte di Google, come il keyword stuffing o la creazione di contenuti duplicati.
  9. Fattori di webspam off-site (Off-Site Webspam Factors): Questi fattori riguardano le pratiche di link building e le strategie di manipolazione dei link che potrebbero essere considerate spam.

 

Le norme speciali dell’algoritmo di Google e SERP feature

 

Negli anni, gli specialisti SEO hanno studiato e analizzato comportamenti specifici dell'algoritmo di ricerca di Google, identificando una serie di fattori di ranking legati alle regole che governano il sistema di Mountain View. Questi fattori non si concentrano esclusivamente sugli aspetti tecnici dell'ottimizzazione per i motori di ricerca o sulla produzione di contenuti, ma riguardano elementi particolari che possono influenzare il posizionamento di un sito web. Spesso, questi fattori attivano specifiche funzionalità nelle pagine dei risultati di ricerca (SERP), che offrono una maggiore visibilità alla pagina stessa. Tuttavia, è importante sottolineare che questa maggiore visibilità non sempre si traduce in un effettivo aumento di clic e traffico verso il sito.

 

1. Freschezza della query: Google tende a privilegiare le pagine e i contenuti più recenti per alcune ricerche, utilizzando l'algoritmo QDF (Query Deserves Freshness) per valutare il livello di freschezza dei risultati nelle SERP.

2. Featured snippet: I featured snippet sono contenuti messi in evidenza da Google prima dei risultati di ricerca tradizionali. Google seleziona i contenuti per i featured snippet sulla base di diversi elementi, come la lunghezza, la formattazione, l'autorevolezza della pagina e l'utilizzo del protocollo HTTPS.

3. SERP mista: Per le query ambigue o con intenti multipli, Google potrebbe proporre una SERP mista, includendo pagine che rispondono ai diversi significati dei termini cercati.

4. Safe Search: Quando la modalità Safe Search è attivata, i siti che contengono contenuti per adulti o parolacce non appaiono nei risultati di ricerca.

5. Reclami copyright: Google penalizza le pagine che hanno ricevuto reclami sul copyright di contenuti o risorse.

6. Diversità dei domini: Per alcune SERP, Google potrebbe privilegiare la presenza di domini diversi per garantire una maggiore rilevanza e impedire a un singolo sito di dominare i primi risultati.

7. Targeting geografico: Google potrebbe dare priorità ai siti con un indirizzo IP locale e una specifica estensione del dominio per l'area geografica di riferimento.

8. Immagini: Alcune query attivano la visualizzazione di anteprime delle immagini di Google.

9. Ricerche locali: Google priorizza i risultati localizzati e le schede del Profilo dell'Attività per le ricerche che hanno un intento locale.

10. Ricerche transazionali: Le SERP di Google si adattano all'intento dell'utente. Per le ricerche transazionali, Google può fornire la possibilità di acquistare direttamente il prodotto o presentare un carousel di Google Shopping con prodotti acquistabili da vari eCommerce.

11. Box Notizie Principali: Alcune query informative attivano la visualizzazione di un box con le Notizie principali, che mostra gli aggiornamenti recenti su argomenti di cronaca o tendenze.

12. Ricerche navigazionali: Le query relative a un dominio o a un marchio specifico possono generare risultati multipli dello stesso sito.

13. Potenza del brand: Google dà un peso maggiore al nome e alla potenza del brand per alcune query specifiche e navigazionali.

14. Easter Egg: Google nasconde piccole sorprese chiamate "easter egg" che si attivano con determinate query.

15. Cronologia delle navigazioni: La cronologia delle navigazioni influisce sulla personalizzazione delle SERP in base ai siti visitati più frequentemente.

16. Cronologia delle ricerche: Google tiene traccia delle query fatte dall'utente per personalizzare i risultati successivi

17. Contenuti YMYL: Google applica standard di valutazione più rigorosi e richiede una maggiore qualità per i contenuti YMYL (Your Money, Your Life), che riguardano temi legati alla salute, alla finanza o ad altri aspetti importanti della vita delle persone.

18. Algoritmo PayDay Loan: Si tratta di un algoritmo specifico che mira a pulire la SERP dalle query legate a spam, come quelle relative ai piccoli prestiti (payday loan) o ai contenuti pornografici.



 

I segnali del brand o della marca

 

1. Anchor text con il nome del brand: L'utilizzo di un anchor text che contiene il nome del brand è un segnale forte e significativo. Tuttavia, è importante evitare un uso eccessivo di questo tipo di informazione per evitare di sovra-ottimizzare le strategie di link building.

2. Ricerche del brand: Gli utenti spesso cercano marchi specifici su Google. Pertanto, se un sito viene cercato frequentemente come un marchio reale, il motore di ricerca potrebbe valutarlo in modo positivo.

3. Ricerche brand + keyword: Oltre alle ricerche specifiche del brand, anche le ricerche che combinano il nome del brand con altre parole chiave possono aumentare la visibilità del sito agli algoritmi di Google, anche se le parole chiave sono indipendenti dal marchio.

4. Presenza sui social media: Una pagina Facebook di un brand che riceve molti like e interazioni può influenzare positivamente il posizionamento. Lo stesso vale per i profili Twitter e le pagine ufficiali su LinkedIn.

5. Account social media verificati: Google è in grado di determinare se un account sui social media è autentico o falso. Il numero e il tipo di interazioni con i follower sono fattori importanti per valutare l'autenticità di un account e influenzano il peso di questo segnale.

6. Menzioni del brand nelle Notizie Principali: Quando si cercano marchi famosi, Google mostra spesso un box con le ultime notizie sul brand. In alcuni casi, Google attinge direttamente dal sito ufficiale del marchio per fornire queste informazioni.

7. Menzioni del brand senza link: I brand possono ricevere menzioni anche senza link diretto al loro sito. Google interpreta comunque queste menzioni come un fattore di ranking positivo.

8. Sede fisica dell'azienda: Le aziende reali hanno spesso sedi fisiche. Pertanto, si ritiene che Google possa cercare informazioni sulla localizzazione e sulle sedi delle aziende per valutare se un sito rappresenta un grande brand.



 

Lo spam sul sito

1. Penalizzazioni Panda: Google punisce i siti con contenuti di bassa qualità, come le content farm, posizionandoli peggio nelle SERP.

2. Sovra-ottimizzazione del sito: Un'eccessiva ottimizzazione del sito, come il keyword stuffing, l'uso sproporzionato di tag di intestazione e l'eccesso di enfasi del testo, può portare a penalizzazioni.

3. Spam nella Meta Description: L'utilizzo di strategie di spam e keyword stuffing nella meta description può causare una penalizzazione.

4. Focus sui profitti e non sui lettori: Google penalizza i siti con contenuti di bassa qualità che mirano a massimizzare i profitti attraverso il posizionamento, invece di concentrarsi sull'aiutare i lettori a soddisfare le loro intenzioni di ricerca.

5. Siti di affiliazione senza valore aggiunto: Google analizza attentamente i siti che partecipano a programmi di affiliazione e penalizza quelli che presentano principalmente contenuti provenienti da reti di affiliazione e che non offrono abbastanza contenuti di valore aggiunto per distinguersi dagli altri siti web.

6. Uso eccessivo di nofollow in uscita: L'utilizzo eccessivo di attributi nofollow per tutti i link in uscita dal sito può essere interpretato come un tentativo di manipolare l'algoritmo e di creare artificialmente il PageRank, portando a penalizzazioni.

7. Indirizzo IP riconosciuto come spam: Se l'indirizzo IP di un server viene contrassegnato come spam, può penalizzare tutti i siti ospitati su quel server.

8. Link verso Bad Neighborhoods: I link verso siti considerati spammy o in settori rischiosi possono compromettere la visibilità di ricerca del sito.

9. Link di affiliazione nascosti: Tentare di nascondere i link di affiliazione, ad esempio utilizzando tecniche di cloaking, può portare a penalizzazioni.

10. Pagine doorway: Le pagine doorway, che cercano di ingannare l'algoritmo o gli utenti, possono essere segnalate come potenziale fattore di penalizzazione.

11. Cloaking (o redirect subdoli): L'utilizzo di reindirizzamenti subdoli, che presentano contenuti o URL diversi agli utenti umani rispetto ai motori di ricerca, è fortemente sconsigliato e può portare alla de-indicizzazione del sito.

12. Pubblicità e popup invadenti: Google considera l'esperienza di navigazione dell'utente, quindi popup e pubblicità invadenti possono essere valutati come segnali di bassa qualità del sito.

13. Pubblicità interstitial: Google può penalizzare le pubblicità interstitial che coprono completamente la visuale del sito e ostacolano l'accesso al contenuto desiderato.

14. Pubblicità above the fold: La presenza di troppe pubblicità above the fold, che occupano la porzione superiore della pagina, può essere considerata come spam e compromettere l'esperienza utente.

15. Contenuti autogenerati: Google può identificare e penalizzare i contenuti autogenerati o privi di significato, noti anche come "gibberish", de-indicizzando le pagine o il sito.

 

Lo Spam off site

1. Sito hackerato: Se il tuo sito viene compromesso da un attacco hacker, potrebbe essere deindicizzato da Google. Questo accade quando l'hacker altera le pagine del sito inserendo contenuti spam.

2. Picchi non naturali di link: Google può identificare se il numero di backlink che ricevi è naturale o meno. Se individua un afflusso anomalo di backlink, potrebbe penalizzare il tuo sito.

3. Afflusso innaturale di backlink: Un repentino e innaturale afflusso di backlink verso il tuo sito può far scattare l'allarme di Google, poiché potrebbe essere indicativo di link falsi.

4. Penalizzazioni di Penguin: Le penalizzazioni di Google Penguin sembrano colpire singole pagine e filtrare i link di bassa qualità anziché penalizzare l'intero sito. Tuttavia, il sito che subisce questa penalità perde visibilità nelle ricerche.

5. Profilo backlink di scarsa qualità: Google potrebbe interpretare la presenza di un profilo backlink di scarsa qualità, con collegamenti provenienti da fonti associate alle tecniche SEO black hat, come un tentativo di manipolare il ranking dei motori di ricerca.

6. Backlink da siti non correlati: Un alto numero di backlink provenienti da siti che non sono correlati al tuo settore o tematicamente rilevanti potrebbe portare a una penalizzazione manuale da parte di Google.

7. Messaggi di avviso sui link non naturali: Google invia avvisi tramite la Search Console quando rileva la presenza di link non naturali. Questi avvisi spesso precedono una diminuzione del posizionamento nella classifica dei risultati di ricerca.

8. Link da directory di bassa qualità: Google considera i backlink provenienti da directory di bassa qualità o segnalibri come collegamenti non naturali.

9. Link in articoli di directory e comunicati stampa: Google penalizza anche i collegamenti presenti in articoli di directory e comunicati stampa distribuiti su altri siti, soprattutto se gli anchor text sono ottimizzati per fini SEO.

10. Link nei widget: I backlink incorporati in widget distribuiti su vari siti possono essere pericolosi e sconsigliati, soprattutto se contengono molte parole chiave, sono nascosti o di bassa qualità.

11. Backlink con lo stesso IP di classe C: Ricevere un numero innaturale di backlink da siti che condividono lo stesso server IP potrebbe far pensare a Google che il tuo sito faccia parte di una PBN (Private Blog Network) utilizzata per scopi di link building.

12. Anchor text pericolosi: Alcuni anchor text, come le parole chiave relative a farmaci, sono considerati a rischio di spam o hacking e possono influenzare il posizionamento di un sito.

13. Azioni manuali: Quando viene effettuata un'azione manuale su un sito da parte di Google, il sito o una parte di esso potrebbe non essere mostrato nei risultati di ricerca. Le azioni manuali includono spam generato dagli utenti, cloaking, immagini compromesse, reindirizzamenti non ammessi sui dispositivi mobili, e altro.

14. Vendita di link: Se Google scopre che un sito sta vendendo link, potrebbe penalizzare la visibilità del sito nei risultati di ricerca.

15. Effetto sandbox: Secondo alcuni esperti SEO, Google potrebbe mettere in una sorta di "sandbox" i nuovi domini che competono per parole chiave altamente competitive. Questo potrebbe limitare il loro PageRank e verificare la validità del sito e dei backlink, al fine di prevenire manipolazioni delle SERP.

16. Google Dance: A volte, le SERP (pagine dei risultati di ricerca) possono subire variazioni impreviste e di breve durata. Il termine "Google Dance" si riferisce a questi sbalzi improvvisi, che possono essere causati da modifiche nell'algoritmo di Google per identificare domini che utilizzano strategie SEO black hat e testare l'autorevolezza effettiva dei siti.

17. Disavow Link: Google ha introdotto lo strumento Disavow Link per consentire agli utenti di rimuovere manualmente i collegamenti provenienti da fonti sconosciute o considerate minacciose, che potrebbero avere un impatto negativo sulla SEO del sito.

18. Richiesta di revisione: Per recuperare la visibilità persa a causa di una penalizzazione, è possibile inviare una richiesta di revisione a Google. Se accettata, il sito può ripristinare la visibilità precedente.

 

Vi abbiamo incuriosito? Potete approfondire la lettura qui:

I 200 Fattori dell'algoristmo di Google #1

I 200 Fattori dell'algoristmo di Google #2

 
by Janeth Kent Date: 07-07-2023 google ranking seo sem visite : 4386  
 
Janeth Kent

Janeth Kent

Licenciada en Bellas Artes y programadora por pasión. Cuando tengo un rato retoco fotos, edito vídeos y diseño cosas. El resto del tiempo escribo en MA-NO WEB DESIGN AND DEVELOPMENT.

 
 
 

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