I 200 Fattori dell' Algoritmo di Google #1

I fattori SEO che influenzano il ranking su Google

by Janeth Kent Date: 30-06-2023 google algoritmo ranking seo sem

Google non ha mai pubblicato (e mai pubblicherà) la lista di tutti i fattori che prende in considerazione per attribuire rilevanza e autorità ad una determinata pagina, piuttosto che ad un`altra e, di conseguenza, posizionare i risultati di una ricerca per query (domanda o richiesta).

Prima di elencare i fattori che influenzano il posizionamento nei risultati di ricerca, è fondamentale capire il funzionamento dell'algoritmo di Google. Questo algoritmo agisce come giudice finale nel determinare il successo o il fallimento di un sito web e di una strategia SEO. Nonostante sia ampiamente utilizzato da molte persone e professionisti, il funzionamento preciso dell'algoritmo rimane in gran parte un mistero e spesso dà origine a teorie complottistiche.

Per comprendere meglio, prendiamo in considerazione le parole di Sundar Pichai, CEO di Google, durante la sua audizione al Congresso degli Stati Uniti nel 2018. Durante l'interrogatorio, è stato affrontato un argomento famoso riguardante la visualizzazione delle immagini di Trump quando si cercava la parola "idiot" su Google.

Pichai ha spiegato che attualmente Google fornisce risposte basandosi su una vasta quantità di pagine web indicizzate, che vengono scansionate e memorizzate nel loro indice. Quando un utente digita una parola chiave, il sistema richiama le pagine pertinenti e crea una classifica utilizzando oltre 200 segnali che influenzano il posizionamento di un sito. Tra questi segnali, Pichai ha menzionato l'importanza della rilevanza, della freschezza, della popolarità e dell'utilizzo da parte degli utenti.

Pichai ha anche sottolineato che Google si impegna costantemente a fornire i migliori risultati per ogni query effettuata dagli utenti. Per garantire l'efficacia del processo, vengono impiegati valutatori esterni, i quali seguono linee guida oggettive senza alcun intervento da parte dei dipendenti di Google o di altre persone.

Il CEO di Google ha rivelato che solo nel 2017 sono state fornite risposte a oltre 3 trilioni di ricerche e che ogni giorno circa il 15% delle query che Google riceve è inedito, ovvero mai visto prima. Nonostante ciò, l'algoritmo cerca comunque di rispondere al meglio a queste query inedite grazie al suo costante sviluppo e all'utilizzo di avanzate tecnologie di intelligenza artificiale, reti neurali e apprendimento automatico applicate alla ricerca.

Statistiche recenti (Internet Live Stats, 2023) indicano che Google elabora quasi 100.000 ricerche al secondo, ovvero oltre 8,5 miliardi di ricerche al giorno e oltre 3,1 trilioni all'anno.

I fattori di ranking utilizzati da Google, che secondo leggenda si dice che siano circa 200 (lo stesso Pichau ne ha fatto menzione), possono essere raggruppati in nove categorie principali che riguardano diverse aree di interesse e intervento.

Tuttavia, va notato che questa lista completa contiene voci e parametri che sono spesso oggetto di dibattito e speculazione da parte degli esperti SEO. Alcuni di essi sono stati menzionati dal CEO di Google, mentre altri sono ancora poco conosciuti.

Ecco un riassunto delle nove categorie principali:

 
  1. Fattori legati al Domini (Domain Factors): Questi fattori riguardano il dominio stesso, come l'età del dominio, la presenza di parole chiave nel nome di dominio e la sua storia.
  2. Fattori a livello di Pagina (Page-Level Factors): Questi fattori si riferiscono alle caratteristiche specifiche di una singola pagina, come il contenuto di alta qualità, la struttura del codice, l'ottimizzazione delle parole chiave e l'uso corretto delle etichette di titolo e dei meta tag.
  3. Fattori a livello di Sito (Site-Level Factors): Questi fattori riguardano l'intero sito web e includono l'autorità del dominio, la qualità complessiva del sito, la velocità di caricamento delle pagine e l'architettura del sito.
  4. Fattori di Backlink (Backlink Factors): Questi fattori riguardano i collegamenti esterni che puntano al sito web. La qualità, la quantità e la diversità dei backlink influenzano il posizionamento.
  5. Interazione degli Utenti (User Interaction): Questi fattori riflettono l'interazione degli utenti con il sito, come il tempo di permanenza, il tasso di rimbalzo e l'interazione sui social media.
  6. Regole speciali dell'algoritmo di Google (Special Google Algorithm Rules): Questi fattori riguardano le regole specifiche stabilite da Google per determinati tipi di contenuti, come notizie, immagini, video e località.
  7. Segnali del brand (Brand Signals): Questi fattori riflettono l'autorevolezza e la reputazione del marchio, come la visibilità offline, le menzioni sui media e la rilevanza del brand nelle ricerche degli utenti.
  8. 8. Fattori di webspam on-site (On-Site Webspam Factors): Questi fattori riguardano le pratiche di ottimizzazione del sito che potrebbero essere considerate spam da parte di Google, come il keyword stuffing o la creazione di contenuti duplicati.
  9. Fattori di webspam off-site (Off-Site Webspam Factors): Questi fattori riguardano le pratiche di link building e le strategie di manipolazione dei link che potrebbero essere considerate spam.
 

Ricordiamo che l'ordine numerico attribuito a questi fattori non indica il loro peso specifico per il ranking. La comprensione e l'ottimizzazione di questi fattori può contribuire a migliorare la visibilità e il posizionamento di un sito web nei risultati di ricerca di Google.

 

I fattori di posizionamento del Dominio

 

Esaminiamo ora i fattori di posizionamento del dominio, i quali sembrano avere un impatto relativo sul posizionamento effettivo del sito e delle sue pagine.

1. Anzianità: Google prende in considerazione l'età del dominio, ma non sembra essere un fattore principale per il ranking.

2. Presenza di parole chiave nel Top Level Domain (TLD): Anche se il peso di questo fattore è diminuito, può ancora influire come segnale di rilevanza per una specifica parola chiave o argomento.

3. Parola chiave come prima parola del dominio: La posizione della parola chiave nel nome del dominio potrebbe avere un certo impatto sul posizionamento, rispetto ai concorrenti che non hanno quella parola chiave nel dominio o che la utilizzano in posizioni diverse. Tuttavia, il suo peso è minimo o addirittura insignificante.

4. Parola chiave nel sottodominio: Alcuni analisti SEO considerano l'uso delle parole chiave nel sottodominio come un fattore di posizionamento, ma l'effetto è minimo o nullo, come menzionato in precedenza.

5. Metriche di analisi del dominio: Google utilizza metriche di dominio per classificare i siti, influenzando anche i nuovi contenuti e le nuove pagine del sito, specialmente se il sito ha già ottenuto l'approvazione di Google.

6. Corrispondenza esatta della parola chiave (EMD): Questo fattore ha progressivamente perso importanza nel tempo. Un dominio che corrisponde esattamente alla parola chiave competitiva potrebbe non offrire un vantaggio rispetto ai concorrenti, anche se questa tecnica è ancora utilizzata.

7. Informazioni del registrante del dominio: Google potrebbe valutare positivamente la scelta di rendere pubblici i dati del registrante del sito, mentre la mancanza di disponibilità potrebbe essere considerata sospetta.

8. Penalizzazione del registrante: L'algoritmo di Google tiene conto delle penalizzazioni ricevute da un registrante in altre proprietà. Se un registrante è stato penalizzato per spam, è probabile che gli altri siti siano sottoposti a un'attenzione più rigorosa.

9. Country Code nel dominio: Scegliere un dominio di primo livello con un'estensione che indica il codice del paese specifico può generare un effetto positivo. Indica che il dominio è più pertinente per le persone di quel paese e potrebbe ricevere un traffico più mirato da parte di Google. Tuttavia, questa scelta potrebbe limitare la capacità del sito di posizionarsi a livello globale.

10. Durata della registrazione: Un vecchio brevetto di Google del 2005 menzionava la durata della registrazione del dominio come segnale di credibilità per l'algoritmo. Più lontana è la scadenza, maggiore è la previsione di legittimità e sicurezza attribuita da Google al sito, sulla base del concetto che i siti "doorway" o illegittimi spesso nascono e scompaiono in pochi mesi.

11. Cronologia del dominio: La storia passata di un sito, come ad esempio i cambi di proprietà, i precedenti drop di registrazione o le penalizzazioni subite, influisce sul suo posizionamento. Questo potrebbe portare Google a ricalibrare completamente i collegamenti che puntano al dominio o a penalizzare il nuovo proprietario.

Questi sono i principali fattori legati al dominio che possono influenzare il posizionamento di un sito web. È importante notare che l'impatto di ciascun fattore può variare nel tempo e dipendere da diversi contesti. Google utilizza una combinazione di questi fattori e molti altri per determinare la classifica di un sito nelle sue pagine di risultati di ricerca. Gli algoritmi di Google sono complessi e si evolvono costantemente, pertanto è fondamentale seguire le linee guida SEO e adattarsi alle tendenze in continua evoluzione per ottenere un posizionamento ottimale.

 

I fattori di posizionamento della pagina

 

La lista dei fattori di posizionamento su Google legati alle caratteristiche delle pagine di un sito e al loro contenuto è estremamente lunga. Questi fattori sono parte dell'attività di ottimizzazione SEO on-page e includono diversi aspetti tecnici che devono essere presi in considerazione da webmaster, consulenti SEO, copywriter e tutti coloro che si occupano di gestire un'attività online. Nonostante la varietà di fattori, l'obiettivo principale rimane la comprensione e l'intercettazione dell'intento di ricerca dell'utente, fornendo un contenuto esaustivo e pertinente che risponda alle sue esigenze.

Di seguito sono elencati alcuni dei fattori di posizionamento su Google:

1. E-A-T (Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness): Il framework E-A-T di Google valuta l'esperienza, la competenza, l'autorevolezza e l'affidabilità del creatore del contenuto e del sito nel suo complesso. Sebbene non sia un fattore di ranking diretto, Google presta sempre più attenzione alle pagine che dimostrano questi fattori.

2. Keyword nel Title Tag: Anche se ha perso importanza negli ultimi aggiornamenti dell'algoritmo, il title tag rimane un segnale per l'ottimizzazione della pagina. Consente a Googlebot e ai lettori di avere un'idea preliminare di ciò che troveranno sulla pagina.

3. Keyword all'inizio del Title Tag: Posizionare la parola chiave come primo termine del title tag potrebbe favorire il posizionamento rispetto ai titoli in cui la keyword appare verso la fine.

4. Keyword nella Meta Description: Anche se Google non utilizza direttamente il tag meta description come fattore di posizionamento SEO, le descrizioni sintetiche possono influenzare il CTR (click-through rate), che a sua volta può essere un segnale di classificazione o di maggiore pertinenza del contenuto per la query dell'utente.

5. Keyword nell'H1: L'H1 è un elemento di formattazione del testo che indica il titolo principale del contenuto. Anche se spesso coincide con il title tag, Google considera l'H1 come un segnale secondario di rilevanza.

6. Keyword density: La percentuale di presenza della parola chiave nel testo, chiamata keyword density, era un fattore abusato in passato. Sebbene abbia perso valore, può ancora essere un elemento competitivo per il ranking e indicare l'uso adeguato delle keyword nel contenuto.

7. Keyword prominence: La posizione della parola chiave all'interno della pagina, chiamata keyword prominence, è un potenziale elemento correlato al ranking. È importante che la parola chiave compaia nelle prime 100 parole del testo o all'inizio del title tag, degli heading tag e della meta description.

8. Keyword nei tag heading: Includere correttamente la parola chiave nei tag heading HTML come H2, H3, ecc., può essere un segnale debole di rilevanza per i motori di ricerca, poiché Google utilizza questi tag per interpretare la struttura della pagina.

9. Utilizzo di Keyword LSI nel contenuto: Le keyword LSI (Latent Semantic Indexing) sono parole chiave semanticamente correlate alla parola chiave principale. Queste parole chiave aiutano i motori di ricerca a comprendere il contesto specifico dell'argomento e possono contribuire alla qualità del contenuto. Anche se Google ha chiarito che le keyword LSI non influenzano direttamente il ranking, possono aggiungere rilevanza al topic della pagina.

10. Utilizzo di Keyword LSI in tag Title e Description: Come nel caso precedente, l'utilizzo di parole chiave correlate nei meta tag della pagina può segnalare pertinenza per Google e aiutare a distinguere i significati multipli delle parole chiave.

11. Autorità del dominio: L'autorità e la fiducia di un dominio influiscono sul posizionamento di una pagina. Google utilizza metriche per valutare l'autorità a livello di sito e di pagina. Ogni pagina beneficia delle proprietà del dominio generale.

12. PageRank della pagina: Anche se non c'è una correlazione diretta, le pagine con un PageRank più alto e più link tendono a posizionarsi meglio rispetto a quelle con pochi o nessun link di qualità.

13. Quantità di keyword posizionate: Se una pagina si posiziona per più parole chiave, Google interpreta ciò come un segnale interno di qualità.

14. Lunghezza del contenuto: Google non attribuisce un valore specifico al numero di parole del contenuto, ma in generale, si ritiene che l'algoritmo preferisca contenuti più ricchi di parole rispetto a quelli più brevi e superficiali. Questo perché i contenuti più lunghi possono fornire informazioni più approfondite agli utenti.

15. Duplicazione dei contenuti: La presenza di contenuti duplicati all'interno dello stesso sito può influire negativamente sul posizionamento sui motori di ricerca.

16. Meta description duplicata: Anche le meta description duplicate devono essere evitate, poiché la duplicazione di qualsiasi tipo di contenuto può penalizzare la pagina e il sito nel complesso. È consigliabile creare meta description originali e uniche.

17. Presenza di errori HTML: Un sito con numerosi errori HTML può essere considerato negativamente da Google. Al contrario, una pagina ben codificata e priva di errori è considerata affidabile e di qualità.

18. Dimensione degli URL: URL troppo lunghi possono influire negativamente sulla visibilità di una pagina sui motori di ricerca. Studi hanno dimostrato che URL più corti sono favoriti rispetto a quelli troppo lunghi.

19. Percorso degli URL e vicinanza alla home: Le pagine con URL più vicini alla home page tendono a posizionarsi meglio rispetto a quelle sepolte in profondità all'interno dell'architettura del sito. È consigliabile privilegiare percorsi accorciati per facilitare l'accessibilità delle pagine.

20. Uso di tag: Anche se i tag sono stati considerati utili in passato, attualmente non hanno un impatto significativo sulla SEO.

21. Keyword nell'URL: Includere la parola chiave nel percorso dell'URL può essere valutato da Google come un segnale di rilevanza per il posizionamento.

22. Formato dell'URL: La struttura e la composizione dell'URL possono fornire un'indicazione al motore di ricerca sul tema della pagina, contribuendo al posizionamento.

23. Priorità della pagina nella Sitemap: Assegnare una priorità specifica a una pagina all'interno del file sitemap.xml può influenzare il posizionamento.

24. Categorie delle pagine: Le categorie di un sito web possono segnalare la pertinenza delle pagine e influenzare il ranking. Le pagine in linea con la categoria correlata possono ottenere un posizionamento migliore.

25. Comprensibilità del testo: Google considera anche la comprensibilità del contenuto. Scrivere in modo semplice e chiaro, utilizzando costruzioni sintattiche meno complesse, può migliorare la fruizione per i lettori e soddisfare le metriche di comprensibilità di Google.

26. Uso di un indice - Table of Contents: Includere un indice degli argomenti trattati (table of contents) può aiutare Google a analizzare e interpretare meglio il contenuto della pagina. In alcuni casi, l'indice può essere mostrato nei sitelink delle SERP (pagine dei risultati dei motori di ricerca).

27. Testo con elenchi puntati e liste: Utilizzare elenchi puntati, numerati o liste nel testo può migliorare la leggibilità e la fruibilità del contenuto, sia per i lettori che per i motori di ricerca.

28. Attenzione alla grammatica: Pubblicare contenuti corretti dal punto di vista grammaticale, ortografico e sintattico può trasmettere un segnale di fiducia a Google e contribuire al ranking.

29. Contenuto utile: L'utilità di una pagina e delle informazioni fornite al lettore può essere un fattore considerato da Google per il posizionamento. Il rilascio del Helpful Content System nel 2022 ha ufficializzato l'importanza dell'utilità come fattore di ranking.

30. Originalità del contenuto: Pubblicare contenuti originali e unici, evitando la duplicazione da altre pagine indicizzate, è un elemento che Google valuta per il posizionamento. Contenuti copiati o duplicati possono penalizzare il ranking della pagina.

21. Pagine con approfondimenti sul tema: Le pagine che coprono in modo approfondito un tema specifico, offrendo informazioni utili e circostanziate, hanno maggiori probabilità di posizionarsi rispetto a quelle che affrontano solo parzialmente l'argomento.

22. Profondità del contenuto: I contenuti che forniscono un valore unico e mostrano una profondità di ragionamento possono essere considerati "cornerstone" ovvero una pietra angolare del sito e contribuire al posizionamento a lungo termine.

23. Qualità della recensione prodotto: Il sistema di recensioni dei prodotti di Google, introdotto di recente, si concentra sulla qualità delle recensioni dei prodotti. Le recensioni che offrono analisi dettagliate e originali sono favoriti nei risultati di ricerca per le query commerciali.

24. Età della pagina: Una pagina più vecchia ma costantemente aggiornata e con contributi freschi può posizionarsi meglio rispetto a una pagina nuova.

25. Contenuti recenti: La data di pubblicazione e gli aggiornamenti successivi di un contenuto possono influenzare il posizionamento, specialmente per argomenti sensibili al fattore tempo.

26. Portata degli aggiornamenti: Gli aggiornamenti sostanziali, come l'aggiunta o la rimozione di intere sezioni di un contenuto, sono considerati più significativi in termini di freschezza rispetto alle correzioni minori. La portata degli aggiornamenti può influenzare il posizionamento.

26. Frequenza degli aggiornamenti: La frequenza con cui una pagina è stata aggiornata nel tempo può contribuire alla freschezza del contenuto e influenzare il posizionamento.

27. Frequenza della parola nel testo: Google utilizza un sistema sofisticato, come il TF-IDF, per valutare la frequenza di una parola in una pagina. Una percentuale più alta di ripetizione di una parola può indicare una maggiore rilevanza dell'argomento della pagina per quella parola chiave.

28. Match con l'entità: Google utilizza il Knowledge Graph per associare entità (persone, luoghi, cose) ai risultati di ricerca. Quando il contenuto di una pagina corrisponde esattamente all'entità cercata dall'utente, la pagina può beneficiare di un miglioramento del ranking per quella parola chiave.

29 Parametri di Google Hummingbird: L'aggiornamento Hummingbird dell'algoritmo di Google, introdotto nel 2013, ha rivoluzionato il modo in cui il motore di ricerca valuta le pagine. Oltre alle parole chiave, Hummingbird si concentra sull'argomento di una pagina e interpreta il search intent dell'utente in modo più efficace.

30. Rel = Canonical: L'utilizzo corretto del tag "Rel = Canonical" consente di consolidare gli URL duplicati e evitare penalizzazioni. Questo tag indica ai crawler quale URL utilizzare per la scansione quando una pagina è accessibile da più URL o presenta contenuti simili o duplicati.

31. Contenuti multimediali: L'inclusione di immagini, video e altri elementi multimediali nei contenuti può essere considerato un segnale di qualità. Questi media offrono un valore aggiunto all'utente e possono influenzare positivamente il ranking.

32. Ottimizzazione delle immagini: Le immagini presenti in una pagina possono inviare segnali di rilevanza ai motori di ricerca attraverso campi come il nome del file, l'alt text, il titolo, la descrizione e la didascalia. L'ottimizzazione corretta delle immagini per la SEO può portare benefici concreti al posizionamento.

33. Contenuti supplementari utili: Google considera i contenuti supplementari utili come un indicatore di qualità della pagina e del ranking. Questi contenuti offrono servizi aggiuntivi agli utenti, come convertitori di valuta, calcolatori di interessi di prestito o ricette interattive.

34. Ottimizzazione mobile: Avere un sito e delle pagine ottimizzati correttamente per i dispositivi mobili è diventato uno standard minimo per competere online. Google considera l'ottimizzazione mobile e l'esperienza utente come fattori che possono influenzare il posizionamento.

35. Velocità di caricamento HTML: La velocità di caricamento delle pagine è un fattore di ranking sempre più importante, specialmente per la navigazione mobile. Un basso tempo di caricamento migliora l'esperienza dell'utente e può aumentare i tassi di conversione.

36. Google Page Experience: L'aggiornamento Page Experience di Google, introdotto a partire da giugno 2021, comprende una serie di segnali tecnici che valutano le prestazioni delle pagine in termini di esperienza utente. Tra questi segnali vi sono i Core Web Vitals, la mobile friendliness, l'utilizzo del protocollo HTTPS e l'assenza di annunci interstitial intrusivi.

37. Velocità di caricamento su Chrome: Google utilizza i dati forniti dal Chrome User Experience Report per valutare le prestazioni delle pagine e l'esperienza utente. Una buona velocità di caricamento può avere un impatto positivo sul posizionamento.

38. Uso di AMP: La tecnologia AMP (Accelerated Mobile Pages) è stata considerata in passato un possibile fattore di ranking. Tuttavia, oggi sono state introdotte tecnologie più efficienti ed efficaci, rendendo l'AMP meno rilevante ai fini del posizionamento.

39. Layout della pagina User Friendly: Google premia l'usabilità e il layout delle pagine che rendono il contenuto principale immediatamente visibile e accessibile all'utente.

40. Nascondere contenuti nella versione mobile: Secondo Google, nascondere determinati contenuti nella versione mobile di una pagina potrebbe non danneggiare il ranking. Tuttavia, i contenuti critici e principali devono essere sempre visibili agli utenti.

41. Contenuti nascosti in tab: Se si sceglie di nascondere alcuni contenuti all'interno di tab nella pagina e renderli accessibili solo dopo un clic dell'utente, Google potrebbe non indicizzare tali contenuti.

42. Link in uscita: Non solo i link in entrata, ma anche l'uso efficace dei link in uscita verso siti autorevoli e affidabili può inviare segnali di fiducia e affidabilità a Google. I link in uscita vengono interpretati come citazioni o riferimenti in un documento accademico.

43. Argomento del link in uscita: Google utilizza l'algoritmo Hilltop per valutare l'autorevolezza di un sito o di una pagina su un determinato argomento. Questo metodo viene anche utilizzato per valutare il contenuto delle pagine verso cui puntano i link in uscita, pertanto la pertinenza del riferimento è importante per la contestualizzazione.

44. Numero di link in uscita: Un'eccessiva presenza di link in uscita (outbound link) può influire negativamente sul ranking di una pagina. Google interpreta troppi link in uscita come segnale di spam o di scarsa qualità del contenuto. È importante mantenere un equilibrio e proporzione adeguati.

45. Utilizzo di fonti e risorse esterne: L'utilizzo di citazioni, riferimenti e risorse esterne come fonti può essere considerato un elemento positivo per l'affidabilità del sito secondo le linee guida di Google. Tuttavia, non è stato confermato l'eventuale impatto di ciò sul ranking.

46. Numero di link interni verso la pagina: Una buona struttura di link interni, con numerosi link provenienti da altre pagine del sito, segnala a Google la rilevanza della pagina. Più link riceve, maggior valore può assumere agli occhi del motore di ricerca.

47. Qualità dei link interni: Oltre alla quantità, Google considera anche la qualità dei link interni. Un link proveniente da una pagina autorevole all'interno dello stesso dominio ha un effetto maggiore rispetto a un link proveniente da una pagina con un rank inferiore o nullo.

48. Anchor text dei link interni: Il testo di ancoraggio utilizzato nei link interni può fornire un segnale di ranking, sebbene la sua portata sia inferiore rispetto agli anchor text provenienti da siti esterni. L'uso di anchor text rilevanti e descrittivi può contribuire alla comprensione del contenuto della pagina collegata.

49. Presenza di link rotti: Un'eccessiva presenza di link rotti, cioè link che non funzionano correttamente e conducono a pagine non disponibili, può essere interpretata da Google come segno di negligenza o di un sito abbandonato. Ciò può influenzare negativamente il ranking della pagina.

50. Link di affiliazione: In generale, la presenza di link di affiliazione non ha effetti negativi sul ranking di una pagina. Tuttavia, se i link di affiliazione sono eccessivamente numerosi, Google potrebbe considerare il sito come un "affiliato senza valore aggiunto" e declassificarlo.

51. Ruolo degli editor: In un brevetto Google del 2000, si fa riferimento al possibile ruolo delle opinioni di supporto da parte di editor umani nell'influenzare il posizionamento su Google Search. Tuttavia, non è mai stato confermato se questo sistema sia effettivamente utilizzato da Google per determinare il ranking delle pagine.

52. Parked domain: Un dominio parcheggiato o "parked domain" è un dominio di secondo livello che è stato registrato e messo online, ma non viene effettivamente utilizzato. Spesso, sulla home page di un parked domain compare solo un messaggio di cortesia o pubblicitario. Dal 2011, Google penalizza la visibilità di questi domini parcheggiati nelle SERP (pagine dei risultati dei motori di ricerca), riducendo gradualmente la loro autorevolezza.

 

Vi abbiamo incuriosito? Potete proseguire la lettura qui:

I 200 Fattori dell'algoristmo di Google #2

I 200 Fattori dell'algoristmo di Google #3

 
by Janeth Kent Date: 30-06-2023 google algoritmo ranking seo sem visite : 9877  
 
Janeth Kent

Janeth Kent

Licenciada en Bellas Artes y programadora por pasión. Cuando tengo un rato retoco fotos, edito vídeos y diseño cosas. El resto del tiempo escribo en MA-NO WEB DESIGN AND DEVELOPMENT.

 
 
 

Articoli correlati

Parlare in un'altra lingua in tempo reale utilizzando il Traduttore di Google

Ti sei mai trovato in una situazione in cui hai bisogno di comunicare con qualcuno che parla un'altra lingua e ti senti perso? Non preoccuparti, non sei solo. Fortunatamente, viviamo…

Come eseguire il backup delle foto e dei video di Facebook su Google Photos

Sebbene Instagram o TikTok siano attualmente due dei social network più utilizzati, la verità è che Facebook ha ancora molti utenti attivi da anni. Sia che siate un utente veterano…

Google SEO: L'evoluzione delle anteprime nei risultati di ricerca

Google spiega i principi guida che stanno alla base delle anteprime dei risultati delle ricerche che hanno portato la pagina dei risultati dai 10 link blu a dove siamo oggi. Lo…

Le videochiamate di Google Meet possono ora mostrare fino a 16 persone in una griglia

Google permetterà agli utenti di business e di formazione su Gmail.com di rispondere direttamente alle chiamate sul suo strumento di videoconferenza Meet a partire da giovedì, una nuova funzione cerca…

GMail aggiunge nuovi filtri per la ricerca della posta in un unico passaggio

Gmail sta implementando un entusiasmante aggiornamento che rende più facile trovare le email con pochi click. Se usate spesso Gmail, saprete che potete applicare una serie di scorciatoie per velocizzare la…

Java Algoritmi di Ordinamento: Selection Sort

Andiamo oggi ad analizzare in dettaglio un algoritmo di ordinamento non molto efficiente ma piuttosto utilizzato in diversi ambiti. Stiamo parlando del Selection Sort. Vediamo meglio in dettaglio. Intuizione L'idea alla base è quella…

Come ridurre il consumo di memoria in Chrome

Google ha iniziato a testare una nuova funzione chiamata "Tab Freeze" che mira a ridurre il consumo di memoria in Chrome. Ed è interessante, perché il browser ormai consuma parecchie…

Java algoritmi di ordinamento: Bubble Sort

Programmando, nasce spesso la necessità di ordinare le collezioni di dati o oggetti che devono poi essere manipolate. Ordinare una lista può essere utile nei casi in cui si debbano…

Java Design Pattern: Builder Pattern

Andiamo oggi a parlare di un pattern creazionale che in molte situazioni può rappresentare una valida alternativa alla costruzione di oggetti mediante costruttori: il Builder Pattern. La necessità di introdurre meccanismi…

Il servizio di Google che mostra se le password sono state hackerate

La sicurezza informatica è uno dei grandi problemi di oggi che porta gli utenti, le aziende e persino i governi ad affrontare un numero crescente di attacchi informatici. Se uno…

Google Play offre applicazioni gratis e giochi con grandi sconti ( per un periodo limitato )

Agosto. Venerdí. Caldo afoso. Google cerca di tenervi incollati ai dispositivi mobili con nuove app e giochi (nonostante stiate in spiaggia probabilmente), proponendovi delle offerte: 82 applicazioni gratis o super…

L'elenco completo delle alternative ai servizi di Google. (Parte 2).

Siamo così assuefatti da Google che è facile dimenticare che esistono alternative. Certo, molti dei servizi alternativi non sono così noti o popolari. Torniamo a proporvi la seconda parte del nostro…

Clicky