Call of Duty: Modern Warfare 4 offre ai recensori molti motivi per concordare sulla campagna e altrettanti per discutere una volta arrivati a DMZ e al multiplayer. Il gioco è uscito il 23 ottobre 2026. PC Gamer indica un prezzo di 70 $/60 £, mentre TechRadar include tra le piattaforme PC, PS5, Xbox Series X e Series S e Nintendo Switch 2. GamesRadar+ indica invece Switch 3, quindi la sua lista di piattaforme è in conflitto con quella di TechRadar.
Il nuovo capitolo di Infinity Ward segue una recluta sudcoreana, il soldato Park, durante un’invasione nordcoreana, tornando al contempo alla storia del capitano Price. Il pacchetto include una campagna per giocatore singolo, un multiplayer competitivo e DMZ, una modalità di estrazione ambientata nella città immaginaria di Hajin City. 3DJuegos stima che la campagna duri circa otto ore.

Una campagna ricca d’azione
Il consenso più forte riguarda le sequenze spettacolari, il ritmo e la presentazione della campagna. Bruno Ouviña di 3DJuegos la definisce una delle campagne più divertenti della serie e ne loda le missioni variegate: l’azione passa da un’invasione della Corea del Sud a un inseguimento in auto a Parigi, sequenze stealth e una missione ampia e aperta. Descrive la campagna come una raccolta dei più grandi successi del franchise, ma afferma che la varietà fa funzionare idee già note.
Anche TechRadar è entusiasta e definisce la storia «la migliore campagna dell’ultimo decennio». La recensione mette in evidenza l’invasione iniziale, i nuovi personaggi della squadra e il contrasto tra l’esperienza di Park in guerra e la ricerca di vendetta di Price. Anche GamesRadar+ elogia l’azione cinematografica e le interpretazioni, indicando Stranded—una missione che mette a disposizione del giocatore poche risorse iniziali e gli permette di esplorare e costruirsi un arsenale—come un successo particolare.
Sotto gli elogi non mancano le riserve. 3DJuegos afferma che la trama nordcoreana diventa caricaturale nel modo in cui rappresenta il paese e osserva che alcuni fili narrativi sembrano tentativi di sistemare le questioni lasciate in sospeso dai giochi precedenti. GamesRadar+ giudica più debole la trama di Price e afferma che la campagna riporta troppo spesso i giocatori su un percorso rigidamente sceneggiato dopo aver concesso loro libertà in Stranded. Critica inoltre il fallimento immediato che scatta se, in una sequenza, i giocatori si allontanano troppo dal caposquadra.
La recensione di TechRadar è più positiva riguardo alla conclusione della storia e al nuovo antagonista, mentre GamesRadar+ individua una certa complessità morale nelle scelte di Price. Entrambe lodano i momenti più spettacolari della campagna, ma divergono sulla riuscita dei personaggi e della struttura.
DMZ: progressione generosa o un ciclo di estrazione poco approfondito?
È su DMZ che le recensioni divergono maggiormente. TechRadar e GamesRadar+ trovano una modalità con varietà e tensione sufficienti a reggersi da sola. TechRadar descrive missioni, incursioni a esplorazione libera e Dynamic Ops articolate in più fasi su una mappa estesa. Apprezza in particolare le missioni della storia, tra cui un salvataggio in ospedale che si trasforma in uno scontro a fuoco presso un punto di estrazione. Gli incontri tra giocatori possono sfociare in combattimenti oppure, se entrambe le parti sono d’accordo, in collaborazioni.
Anche GamesRadar+ apprezza gli obiettivi sceneggiati di DMZ e la possibilità di imbattersi in incontri imprevedibili. Il suo recensore definisce «una rivelazione» il ciclo di estrazione della modalità e afferma che giocare con gli amici la rende particolarmente coinvolgente. TechRadar descrive una base operativa con deposito, creazione di oggetti, un venditore e informazioni sulle minacce presenti nella zona.
Anche la recensione di PC Gamer apprezza le ricompense costanti e le attività strutturate di DMZ. Il recensore afferma che il denaro guadagnato con le missioni viene depositato e quindi non può essere perso in caso di fallimento di un’incursione, e che la morte di un operatore non azzera i tratti permanenti. Secondo il recensore, questi sistemi rendono DMZ più permissiva di molti sparatutto a estrazione, senza eliminare tutta la tensione di trasportare bottino prezioso per Hajin City.
3DJuegos è molto meno convinta. Ouviña ritiene che il PvE sia troppo facile, a parte alcuni scontri con i boss, e afferma che il PvP può sembrare arbitrario, perché i giocatori potrebbero non accorgersi della presenza di un altro essere umano nelle vicinanze prima che inizino gli spari. Critica inoltre i punti di estrazione, il bottino e la progressione, sostenendo che la modalità non rende le ricompense abbastanza preziose da giustificare incursioni ripetute. A suo parere, il punto di forza di DMZ è il sistema di combattimento, ma altre modalità di Call of Duty permettono di apprezzarlo senza gli svantaggi della modalità di estrazione.
La differenza dipende in parte da ciò che ogni recensore apprezza: TechRadar, GamesRadar+ e PC Gamer lodano le missioni e la progressione di DMZ, mentre 3DJuegos vorrebbe un PvE più impegnativo, incontri più equi e motivi più forti per continuare a giocare.

Sparatorie eccellenti, le solite discussioni sul multiplayer
In tutte le recensioni, le armi e i movimenti ricevono elogi costanti. TechRadar definisce appaganti le armi e ben ritmato il combattimento, mentre GamesRadar+ afferma che i movimenti sono reattivi e gli scontri a fuoco offrono riscontri chiari. PC Gamer apprezza in modo particolare i dettagli delle armi e le opzioni per gli accessori, ma sostiene che il formato 6v6 di base si affidi ancora a convenzioni già note. Critica le mappe piccole e a tre corsie, le serie di uccisioni che possono avvantaggiare ulteriormente chi è già in testa e il rischio di essere colpiti poco dopo la comparsa.
Anche 3DJuegos vede basi solide, ma afferma che il multiplayer non le sfrutta ancora abbastanza. Loda i movimenti, le armi e la varietà di modalità, ma giudica le mappe troppo piccole e ripetitive nel complesso. La recensione critica inoltre gli accessori che riducono il numero di configurazioni efficaci, le sfide per le mimetiche che incoraggiano uno stile di gioco innaturale e il matchmaking basato sulle abilità. Il recensore afferma che il sistema può abbinare più spesso i giocatori più forti con i cheater e far sembrare che una buona serie di partite venga punita con avversari più difficili.
PC Gamer segnala Frontline, una variante di Team Deathmatch con punti di comparsa fissi per le squadre, come un cambiamento gradito che rende più facile prevedere la posizione dei nemici. GamesRadar+ giunge alla conclusione opposta sulla modalità e descrive le ricomparse fisse come ripetitive. Questa divergenza riflette il disaccordo più generale: PC Gamer vorrebbe più cambiamenti alla formula multiplayer consolidata di Call of Duty, mentre TechRadar si accontenta di uno sparatutto in arena rifinito e familiare. GamesRadar+ elogia il combattimento nel complesso, ma critica le serie di uccisioni e alcune nuove modalità.
Il consenso è quindi più netto sullo spettacolo della campagna e sulla qualità delle sparatorie. La discussione riguarda il pacchetto che le circonda: per alcuni recensori DMZ è un’attrazione generosa e rigiocabile, per un altro una modalità secondaria acerba; il multiplayer è visto come un ritorno sicuro oppure come una base solida ma fin troppo familiare. Nessuna modalità convince tutti i critici.
Fonti: 3DJuegos, PC Gamer, TechRadar, GamesRadar+