Cursor può creare un'applicazione web e distribuirla su un URL attivo senza che l'utente debba configurare autonomamente l'hosting. La nuova funzione, annunciata il 5 novembre, aggiunge database, autenticazione e controlli di sicurezza al flusso di lavoro dei suoi agenti cloud. È disponibile nei piani a pagamento che includono questi agenti.
La proposta affronta un ostacolo comune nei progetti creati con assistenti di programmazione: passare da un'applicazione che funziona sul computer di chi la sviluppa a una che altre persone possano aprire. Cursor riassume il problema così:
La maggior parte delle applicazioni e degli strumenti creati dagli utenti non esce mai da localhost.
— Cursor
La novità avvicina Cursor a prodotti come Lovable e Replit, che consentono anch'essi di generare e pubblicare applicazioni a partire da istruzioni in linguaggio naturale. La differenza sottolineata da Cursor è che integra la distribuzione nel proprio ambiente di programmazione e nei propri agenti remoti, con infrastruttura gestita e controlli pensati per i team.
Dal prompt a un URL condivisibile
L'utente deve avviare un agente cloud e indicare esplicitamente che vuole creare un'applicazione. Cursor genera la struttura web e prepara il progetto; se necessario, predispone un database Postgres e configura l'autenticazione e l'hosting. Prima di pubblicarla, consente di visualizzare un'anteprima del risultato e scegliere un URL personalizzato. L'applicazione viene pubblicata solo quando l'utente compie esplicitamente questo passaggio.
La funzione non è disponibile con gli agenti eseguiti localmente. Per iniziare da zero, Cursor crea un repository in Cursor Origin, il suo servizio di hosting del codice basato su Git. Si può anche chiedere di distribuire un progetto da un repository GitHub esistente, senza trasferirlo su Origin. La compatibilità con altri provider Git, incluso GitLab, arriverà prossimamente, secondo Cursor.
Cursor aveva già consentito di visualizzare in anteprima i progetti degli agenti cloud e di pubblicarli su un URL, ma la precedente opzione richiedeva di collegare un proprio account Vercel. La nuova versione elimina questo requisito. The New Stack riferisce che Vercel ha confermato su X che l'infrastruttura si basa su Vercel for Platforms; nell'annuncio Cursor non identifica il provider di hosting.
Ogni applicazione viene distribuita su un account di hosting separato, creato da Cursor per il team o per il singolo utente e isolato dagli account degli altri clienti. Se il progetto deve salvare dati, Cursor predispone un database PostgreSQL. Per connettersi a risorse esterne — per esempio, un data warehouse — l'utente fornisce i segreti necessari; la documentazione di Cursor specifica che l'agente non ne vede i valori.
Strumenti interni e accesso pubblico
Cursor presenta il lancio come un modo per consentire alle diverse aree di un'organizzazione di creare strumenti per il proprio lavoro e condividerli. Tra gli esempi elencati figurano sistemi operativi per registrare i partecipanti agli eventi, assegnare account o distribuire postazioni; presentazioni interattive per i clienti; materiali di formazione e inserimento; dashboard di vendita con dati sulle opportunità; e portali per gestire i servizi di ingegneria.
Le applicazioni private e quelle condivise con un team sono protette dall'accesso tramite l'account Cursor. Chi pubblica può concedere l'accesso a persone specifiche, a gruppi o all'intero team. I piani individuali consentono di condividere pubblicamente un'applicazione con chiunque abbia il link. Nei piani Team ed Enterprise, la condivisione pubblica è disattivata per impostazione predefinita; un amministratore può abilitarla nel pannello Apps.
La documentazione aggiunge che è possibile generare chiavi API affinché script, processi di integrazione continua o Grok Bot possano accedere alle applicazioni. Le chiavi personali aprono le applicazioni a cui ha accesso il proprietario; le chiavi del team consentono l'accesso solo alle applicazioni del team autorizzate per quella chiave. Vengono inviate tramite l'header HTTP x-cursor-app-token; non sono accettate come parametro URL né come cookie. Le richieste vengono identificate come automatizzate e associate alla chiave, non a una persona.
Gli amministratori possono visualizzare le applicazioni e i segreti del team, attivare o disattivare Apps e decidere se consentire le chiavi API o le applicazioni pubbliche. Possono anche rimuovere un'applicazione. Se il team disabilita la pubblicazione pubblica, le applicazioni che si trovavano già in tale stato tornano visibili al team, secondo la documentazione.
Quattro blocchi e una revisione con IA
Prima di ogni pubblicazione vengono eseguiti quattro controlli obbligatori, anche se la revisione di sicurezza con IA è disattivata. Cursor blocca la pubblicazione se rileva segreti inseriti nei file dell'applicazione o file contenenti credenziali, come chiavi private e chiavi di account di servizio; esclude i file .env e rimuove le mappe sorgente.
Inoltre, una revisione automatizzata con IA esamina i file per cercare di fermare i problemi gravi prima che l'applicazione diventi disponibile. Se i controlli non vengono superati, Cursor indica cosa correggere e l'agente può provare a risolverlo prima di una nuova pubblicazione. Gli amministratori possono aggiungere istruzioni personalizzate alla revisione, ma non rimuovere i controlli integrati. Possono anche approvare alcune pubblicazioni bloccate dalla revisione, tranne nei casi di codice malevolo, segreti codificati nel codice o credenziali esposte.
Questi controlli non eliminano tutti i dubbi sulle applicazioni collegate a sistemi sensibili. The New Stack osserva che non è chiaro quanto siano affidabili i controlli automatici nell'individuare problemi più complessi, come autorizzazioni del database configurate in modo errato o controlli di accesso difettosi all'interno dell'applicazione. La testata ricorda che Semafor ha riferito nel maggio dell'anno precedente che due dipendenti di Replit avevano esaminato 1.645 applicazioni create con Lovable e ne avevano trovate 170 che esponevano informazioni sensibili a causa di autorizzazioni del database configurate in modo errato. Lovable ha dichiarato di aver successivamente aggiunto ulteriori controlli prima della pubblicazione delle applicazioni.
La contesa per creare e pubblicare con l'IA
Cursor entra così in uno spazio in cui Lovable e Replit offrono già la creazione e la pubblicazione tramite istruzioni in linguaggio naturale. The New Stack descrive questi servizi come strumenti rivolti a un vasto pubblico di aspiranti creatori di applicazioni, mentre l'annuncio di Cursor pone l'accento sugli strumenti interni per le aziende. La funzione può essere utile anche per progetti personali: la testata cita, per esempio, un tabellone per un campionato locale di calcio o un pianificatore interattivo per le vacanze in famiglia.
La novità si sovrappone inoltre a Grok Build. SpaceXAI ha presentato questa modalità a luglio e l'ha estesa a tutti i piani Grok il mese successivo, secondo The New Stack. Grok Build consente di creare applicazioni, giochi e siti web all'interno di una conversazione e di pubblicarli su link grok.me. Cursor affronta il tema dal proprio ambiente di programmazione e con i propri agenti cloud, puntando sulle applicazioni aziendali e sull'infrastruttura gestita.
La vicinanza tra le due funzioni ha suscitato su X domande sulla possibilità che Cursor sostituisca Grok Build. The New Stack afferma che non ci sono segnali di una possibile sostituzione del prodotto; osserva però che ora i due strumenti coprono usi simili. Per Cursor, la funzione di distribuzione è abilitata in tutti i piani a pagamento con agenti cloud. I repository GitLab non sono ancora supportati, anche se Cursor afferma che la compatibilità arriverà prossimamente.
Fonti: The New Stack, Cursor, Documentazione di Cursor