Il remake di Ocarina of Time cambia la telecamera e alleggerisce i dungeon

Il remake di Ocarina of Time cambia la telecamera e alleggerisce i dungeon

Il remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time arriva su Nintendo Switch 2 con una Hyrule ricostruita, scene doppiate e controlli più diretti. Le recensioni di Eurogamer e The Guardian concordano sul fatto che l'avventura conservi la sua forza; COGconnected, pur elogiando l'ammodernamento, osserva che i combattimenti possono ancora risultare lenti.

  • Sviluppatore: Nintendo
  • Editore: Nintendo
  • Piattaforma: Nintendo Switch 2
  • Uscita: 5 novembre
  • Prezzo: 59,99 sterline

La stessa avventura, da un'altra prospettiva

La storia segue Link nel suo viaggio attraverso Hyrule per affrontare Ganondorf, con salti tra diverse fasi della vita dell'eroe. Il percorso, l'ordine dei luoghi e le soluzioni dei dungeon restano invariati, secondo The Guardian. Ci sono ancora Kokiri Forest, Hyrule Field e il Tempio del Tempo: il remake modifica il loro aspetto e il modo di attraversarli, non l'ossatura dell'avventura.

Eurogamer sottolinea che la telecamera fissa ha lasciato il posto a una prospettiva controllabile, con una levetta per muovere Link e un'altra per la telecamera. A suo giudizio, questo cambiamento fa sembrare gli scenari spazi di gioco più aperti, anche se sacrifica parte dell'aspetto da congegno scenico dell'originale. La testata apprezza anche il nuovo aspetto di luoghi come il Tempio dell'Acqua, che ora ricorda un palazzo art nouveau, e il Tempio della Foresta, trasformato in una dimora oscura invasa dagli alberi.

L'aggiornamento grafico non convince allo stesso modo in ogni luogo. Eurogamer avverte che alcune zone possono ricordare altri giochi d'azione in terza persona e che il nuovo aspetto perde un po' dell'identità di Zelda. The Guardian, invece, descrive lo stile come «iperrealistico» e paragona i personaggi a figure di un teatro di marionette. La recensione celebra gli scenari, ma si rammarica che Sheik abbia perso parte della sua androginia.

The Legend of Zelda: Ocarina of Time – Nintendo Direct 6.9.2026 — Nintendo of America

Meno menu, più ritmo nei dungeon

Link può saltare con un pulsante, anziché affidarsi ai salti contestuali dell'originale, e gli oggetti si selezionano tramite scorciatoie. The Guardian sottolinea che i combattimenti risultano un po' più veloci e che la colonna sonora, riregistrata con un'orchestra, acquista maggiore intensità. Cita anche un'opzione per suonare l'ocarina canticchiando le melodie nel microfono di Switch 2.

Per Eurogamer, il cambiamento più efficace non è il più appariscente: poter indossare e togliere gli stivali di ferro senza passare per una serie di menu trasforma il ritmo del Tempio dell'Acqua. La recensione racconta di aver potuto sperimentare con i livelli dell'acqua e i percorsi disponibili senza interrompere il flusso del dungeon. Cita anche modifiche meno evidenti, come una borsa con più capienza fin dall'inizio, pur senza dare per confermati tutti i cambiamenti che sospetta siano stati apportati.

Dexerto aggiunge altre novità: correre senza limiti, usare i controlli giroscopici per mirare e consultare le missioni in Threads of Time. Segnala inoltre Hall of Fallen Foes, una modalità di combattimento contro i boss, e la possibilità di attivare le melodie con la voce o con uno strumento vero. A suo parere, queste aggiunte migliorano l'avventura senza modificarne drasticamente la struttura.

Il doppiaggio è uno dei cambiamenti che più potrebbero dividere chi conosce il gioco. The Guardian osserva che i dialoghi sono stati ampliati e che alcune scene importanti sono doppiate, ma ricorda che Link continua a non parlare. Anche Dexerto sottolinea che la maggior parte dei personaggi, a eccezione di Link e di alcuni personaggi secondari, ha una voce. COGconnected elogia l'interpretazione del cast e ritiene che la musica e le immagini sostengano il tono mitico di una storia che, a suo giudizio, resta piuttosto vaga e «sdolcinata» in alcuni momenti.

Anche il tempo cambia il giocatore

Le recensioni più entusiaste non attribuiscono l'impatto del remake soltanto alla grafica. Eurogamer torna sul salto temporale di sette anni che trasforma Link da bambino ad adulto: tornando al gioco dopo quasi tre decenni, il critico si ritrova di fronte a un'avventura sul passare del tempo che si intreccia con i suoi ricordi personali. Per The Guardian, tornare al Tempio del Tempo da adulti rende la storia particolarmente commovente, anche conoscendone già gli eventi.

«La versione del 2026 ha un aspetto fantastico (perlopiù), i controlli sono fluidi e il gioco è fedele all'originale.»

— James Paley, critico di COGconnected

COGconnected condivide l'entusiasmo per i controlli e la grafica, ma segnala due riserve precise: alcuni modelli dei personaggi gli sembrano strani e molti combattimenti conservano lunghi tempi di attesa prima di poter attaccare. La testata ritiene che accelerare questi scontri sarebbe difficile senza allontanarsi troppo dal design originale. Considera inoltre la storia più simile a un mito aperto all'immaginazione che a un racconto sviluppato nei dettagli.

Accordo sull'avventura, divergenze sui ritocchi

Eurogamer, The Guardian, Dexerto e COGconnected concordano sul fatto che il remake conservi l'identità dell'avventura, facilitandone al contempo i controlli e aggiornandone gli scenari. I miglioramenti nell'accesso agli oggetti e la nuova presentazione di Hyrule ricevono elogi ricorrenti; il Tempio dell'Acqua è un esempio chiaro di come una piccola modifica possa rendere più agevole un dungeon già noto.

Le differenze riguardano quanto sia apprezzata la modernizzazione. The Guardian celebra le scene doppiate e il nuovo stile visivo, pur esprimendo riserve sulla rappresentazione di Sheik. Eurogamer nota che alcuni luoghi perdono personalità adottando un'estetica più familiare nei giochi di oggi. COGconnected, dal canto suo, non è convinta da tutti i modelli e osserva che il ritmo dei combattimenti non è cambiato abbastanza. L'avventura e i suoi dungeon restano al centro; il dibattito verte su quanto Ocarina guadagni — o lasci indietro — nel vestirsi per una nuova generazione.

Fonti: Eurogamer.net, the Guardian, Dexerto, COGconnected